La cimice dei letti trasmette malattie infettive?

Una delle domande che mi vengono rivolte più spesso riguarda la capacità della cimice dei letti di trasmettere malattie infettive all’uomo. Se consideriamo altri insetti o  acari che si nutrono di sangue umano (ematofagi obbligati) come le zanzare e le zecche, responsabili della trasmissione di numerose malattie infettive anche mortali nel mondo, viene da chiedersi se anche la cimice dei letti abbia quesdta capacità.

Fino a pochi mesi fa tutto il mondo accademico dava sempre la stessa risposta: NO, non ci sono studi scientifici che hanno dimostrato in modo netto la capacità della cimice dei letti nella trasmissione di virus/batteri/parassiti all’uomo…

…fino a pochi mesi fa…

Nel 2014 e nel 2015 infatti sono usciti due studi scientifici che rimettono in discussione la questione per due microrganismi agenti di malattie infettive:

  • Trypansoma cruzii: un protozoo parassita del sangue agente del “morbo di Chagas“: una malattia infettiva tropicale diffusa nell’America latina e diffusa da qualche anno attraverso l’immigrazione anche in Italia.
  • Bartonella quintana: un batterio agente della “malattia delle trincee” o “febbre quintana“: una malattia febbrile scoppiata in forma epidemica durante le prime due guerre mondiali e diffusa ai giorni nostri in alcuni Paesi.

In entrambi i casi è stata accertata la competenza vettoriale della cimice dei letti per questi due microrganismi.

Ma cos’è la competenza vettoriale?

La competenza vettoriale è in sintesi la capacità di “acquisire”, “conservare” e “trasmettere” ad un altro ospite un microrganismo in condizioni di laboratorio. Ho scelto il termine “conservare” per semplificare un po’ le cose: in realtà con “conservare” intendo permettere al microrganismo acquisito di persistere nel corpo del vettore (nel nostro caso la Cimice dei letti) senza essere aggredito dalle sue difese immunitarie e permettere una sua riproduzione in vivo.

Secondo questi due studi scientifici la Cimice dei letti ha una completa competenza vettoriale nei confronti di questi due agenti infettivi.

E’ pur sempre vero che la competenza vettoriale non basta per ritenere che un insetto sia un vettore biologico efficiente di un dato microrganismo. Questo perché un conto sono le condizioni di laboratorio, un altro è lo scenario reale dove la trasmissione dovrebbe avvenire. In natura spesso insetti che si sono dimostrati competenti da un punto di vista vettoriale in laboratorio non sono in grado di trasmettere ad un altro ospite lo stesso agente infettivo, per tutta una serie possibile di motivazioni che non ti dico per evitare di annoiarti.

Certamente la scoperta di una competenza vettoriale è un primo passo fondamentale per continuare ad indagare sulla capacità da parte della cimice dei letti di trasmettere malattie infettive. Per questo serviranno ulteriori studi epidemiologici per fare chiarezza su questo aspetto di grande rilevanza ai fini della salute pubblica.

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